Farmaci FANS: vale la pena il rischio?

Farmaci FANS: vale la pena il rischio?
Il termine FANS è l’abbreviazione di Farmaci Anti-infiammatori Non Steroidei (non cortisonici).

Questi farmaci sono caratterizzati dallo stesso effetto terapeutico:

analgesico,
anti-infiammatorio (per il trattamento del dolore da lieve a moderato),
antipiretico (per abbassare la temperatura corporea).

A causa delle loro proprietà, sono ampiamente utilizzati nel trattamento del dolore, che accompagna i processi infiammatori: infiammazione del nervo, malattie reumatiche e dolori reumatici, artrosi, spondilite anchilosante, osteoartrite, borsiti, tendinite, gotta.

Altre indicazioni sono la malattia di Reiter, pericardite, mal di testa, nevralgie dentali, etc.

L’effetto analgesico e antiinfiammatorio si ottiene per inibizione dell’enzima cicloossigenasi (COX), che è molto importante nella sintesi delle prostaglandine (PG).

Le prostaglandine sono coinvolte nella regolazione di molti processi fisiologici e patologici.

Regolano i livelli del colesterolo LDL – HDL, e spesso presentano effetti contrapposti: proinfiammatorie – antiinfiammatorie; aggregante piastrinico – antiaggregante; azione vasodilatatoria, ipotensione – vasocostrizione, ritenzione dei liquidi, ipertensione.

In condizioni normali, le PG svolgono un ruolo importante nel garantire l’integrità della mucosa gastrica, una normale circolazione sanguigna a livello renale e una funzione piastrinica efficiente.

L’enzima COX si trova sotto forma di due iso-enzimi: COX-1 e COX-2.
COX-1 regola la sintesi delle PG in condizioni fisiologiche, mentre la COX- 2 è prodotta solo nelle sedi in cui avviene uno stato infiammatorio.
In alcuni tessuti (cervello, rene, utero e vasi) è stato dimostrato che la COX-2 è espressa in maniera costitutiva contribuendo all’omeostasi di tali organi.

In linea generale, questo è il concetto d’azione di FANS.

Il loro effetto inibitorio (su entrambi isoenzimi della COX), produce oltre all’effetto desiderato, che è quello della soppressione dell’infiammazione e del dolore, una serie di effetti nocivi sui meccanismi protettivi della mucosa gastrica.

Le PG garantiscono l’integrità della parete gastrica poiché da una parte, riducono la secrezione acida, e dall’altra, stimolano la produzione di muco e bicarbonato, migliorano l’irrorazione sanguigna.

Indipendentemente dalla sintesi di prostaglandine, i FANS sono dotati anche di un’azione lesiva locale a causa della loro capacità di facilitare la penetrazione di acido cloridrico nella parete dello stomaco.
L’acido cloridrico è comunemente noto per i suoi effetti corrosivi sulla mucosa.

Pertanto, gli effetti collaterali più comuni e frequenti sono associati alla loro capacità di inibire le prostaglandine.

Quindi, in primo luogo, sarà il tratto gastrointestinale coinvolto: nausea, dolore addominale, ulcere, spesso con sanguinamento e perforazione.
Pancreatite acuta, diarrea, colite ulcerosa, danni al fegato e renali.
Sono state segnalate anche reazioni oculari e corneali, caduta dei capelli, eritema nodoso, rashes cutanei.
Le reazioni avverse a carico del SNC: vertigini, grave cefalea (nel 25-50%), confusione mentale, convulsioni, neuropatia periferica, sincope.
Si deve inoltre tener conto del fatto che hanno la capacità di attraversare la barriera placentare, con possibili danni al feto o aborto spontaneo.

Farmaci FANS sono classificati in diversi modi.

Probabilmente il metodo più utilizzato è quello in relazione alla loro struttura chimica.

1. Il gruppo più importante è rappresentato dagli Acidi Salicilici.

Questi includono la popolare Aspirina (ASA o Acido acetilsalicilico).
ASA, oltre ad avere un effetto antinfiammatorio, antipiretico e analgesico, ha anche un’attività antiprostaglandinica, e anti-aggregante piastrinica, per questo motivo non deve essere associata con farmaci anticoagulanti.
In 70% dei casi aumenta il sanguinamento occulto a livello gastrointestinale.
Ad alti dosaggi può causare alcalosi respiratoria, ototossicità, prolungamento del tempo di protrombina, shock anafilattico in pazienti asmatici, con poliposi nasale, rinite, ecc.
A bassi dosaggi prolungamento del tempo di sanguinamento.

2. Il secondo gruppo è quello costituito da derivati dell’Anilina, tra i quali la più importante è la Fenacetina con il suo metabolita attivo Paracetamolo.

Funzionamento di Paracetamolo è simile a quello dell’Aspirina. Generalmente è ben tollerato, anche se non esente da alcuni effetti collaterali quali eruzioni cutanee, metaemoglobinemia, trombocitopenia.

3. Il terzo gruppo è quello dei derivati del Pirazolone in cui FANS più rappresentativi sono: Noramidopirina (Novalgina), Aminofenazone (Farmidone), Propfenazone.

Sconsigliati e sempre meno usati dopo la scoperta che potevano provocare agranulocitosi.
Si tratta di una grave patologia a carico dei granulociti che vanno incontro a una diminuzione o distruzione totale, esponendo l’organismo a gravi eventi infettivi, di solito mortali. Altri effetti collaterali che possono causare sono: reazioni allergiche, anemia emolitica, tremori, nausea, vertigini, ansia, collasso, arresto respiratorio, emorragie intestinali, piastrinopenie, deficienza protrombinica.
Da 1938, il fenazone è stato vietato in USA.

4. Del quarto gruppo fanno parte i derivati della Pirazolidina: Fenilbutazone, Ossifenilbutazone, Feprazone, ecc.

Questi farmaci sono dose-dipendenti, con una lunga emivita plasmatica (da 29 a 175 ore). Il metabolismo è lento e ha luogo nel fegato con la formazione di due metaboliti: ossifenbutazone e idrossifenilbutazone. Sono utilizzati principalmente per il trattamento del dolore severo.
Hanno effetti sull’equilibrio idrolitico, diminuiscono la captazione di iodio da parte della tiroide e inibiscono gli enzimi del ciclo di Krebs.

5. Del quinto gruppo fanno parte i Derivati Indolici quali, l’Indometacina e il Sulindac.

A questi FANS è stata attribuita un’alta percentuale di effetti negativi che provocano (in 35-50% dei pazienti trattati).
Il 20% addirittura deve essere trattato in modo discontinuo.

6. Il gruppo fenilacetico, forse è il più efficace gruppo di farmaci FANS: Ibuprofene, Chetoprofene, e altri.

7. Derivati dell’Acido Naftilpropionico: il Naproxene.

L’azione molto simile a quella di ASA. Tuttavia, è meno irritante per la mucosa gastrica. Gli effetti collaterali più frequenti sono dispepsia, dolori addominali, costipazione, diarrea.

8. Derivati Antranilici: Acido Mefenamico, Flufenamico, Meclofenamico, ecc.

9. Derivati Vari: Fenbufene, Olmeti, Fentiazac, Piroxicam… ecc.

Possiamo finire dicendo che i farmaci FANS senza dubbio sono più reclamizzati e più utilizzati in tutto il mondo. Purtroppo le reazioni avverse che essi causano, non sono equamente pubblicizzate. È vero, che nelle confezioni possiamo trovare tutte le informazioni circa il farmaco. Tuttavia, vi è una convinzione radicata dai tempi più lontani che, se un medico prescrive, guarisce e non può essere dannoso per la salute.

Ci sono metodi naturali e sicuri per ridurre il dolore?

Assolutamente Si!

Ci sono varie piante ed erbe utili per alleviare i dolori cronici che ci affliggono ogni giorno: curcuma, camomilla con il suo potere antiinfiammatorio, zenzero, rosmarino, betulla ed altri ancora. Come pure gli integratori naturali, dosati di principi attivi in maniera ottimale. Ovviamente non hanno un effetto immediato, però al contrario dei farmaci FANS, che alla fine distruggono il nostro organismo, questi portano solo benefici per la nostra salute e per il nostro benessere.

 

Questo articolo è disponibile anche in: Polacco

Author: Rita

Share This Post On
;