Il Glutatione: antiossidante endogeno

Il Glutatione: antiossidante endogeno
IL GLUTATIONE è il nostro compagno di vita
nasce, invecchia e muore con noi.

Secondo gli studi della rinomata Mayo Clinic (USA) i livelli di glutatione nelle cellule, sin dall’età di venti anni, diminuiscono di circa 1% all’anno.

E proprio di lui che ci dobbiamo prendere cura, perch’è estremamente importante per mantenere la salute a livello cellulare.

È una proteina formata da tre aminoacidi: cisteina, acido glutammico e glicina.

Questo è uno degli antiossidanti più importanti prodotti dall’uomo che ci protegge dalla formazione dei radicali liberi che sono imputabili alla comparsa di numerose malattie degenerative come ad esempio il morbo di Alzheimer, ma non solo.

È un “killer” nei confronti di metalli pesanti e tossici, pesticidi, insetticidi e altri xenobiotici (molecola di origine naturale o sintetica estranea al sistema biologico prodotta dall’uomo come farmaci, vaccini, additivi alimentari ecc.).

Il glutatione per svolgere, in maniera efficiente, la sua azione ha bisogno di selenio. Quest’oligonutriente è presente in lievito di birra, cereali, carne, latticini, uova, pesce e frutti di mare.

Con il selenio forma l’enzima glutatione-perossidasi che catalizza la rimozione di perossido d’idrogeno (H2O2) e altri perossidi organici (ROOH) dal corpo utilizzando il glutatione e più precisamente il gruppo tiolico SH di cisteina.
Per questo motivo il glutatione ridotto è indicato come GSH.

Il glutatione-perossidasi ha la capacità di reagire con i perossidi organici liberi con un’azione di prevenzione del danno ossidativo, e a quelli legati ai fosfolipidi delle membrane cellulari con riparazione dei danni ossidativi già presenti in una struttura cellulare.

Per rendersi conto dell’importanza di tale azione basta pensare che senza il glutatione le cellule non vivono, con le cellule morte muore anche il tessuto.
Se poi il glutatione si trova in tutte le cellule del corpo che formano i vari tessuti, come ad esempio il cuore, il fegato, i globuli rossi e cosi via, si capisce l’importanza del suo ruolo.

Non per niente il glutatione è stato decantato come un elisir dell’eterna giovinezza.

La mia conoscenza ed esperienza con il glutatione è cominciata con le bustine GSH di Agel. Incuriosita dall’argomento, ho proseguito nella ricerca di alimenti che lo contenevano e da quali il nostro organismo ne potesse trarre un maggiore beneficio.E chi cerca trova. Ho trovato un’erba, cardo mariano, che la ritengo fantastica, è disintossicante e sembra capace di aumentare il livello del glutatione, del 30-35%, nel fegato.

 

Questo articolo è disponibile anche in: Polacco

Author: Rita

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